7.8.19

eBook e Self-Publishing




L'articolo che trovate di seguito apparve nel 2014 su un mio precedente blog (e anche su un Magazine online), lo ripropongo a voi perché in parte è un integrazione all'argomento trattato di recente: numerozerocomics.com//fumetti-digitali-e-la-tecnologia-guided





È tutto partito con un punto interrogativo, con una domanda malamente celata. Denigratoria. Spesso anche oggi, se provate a parlare del self-publishing agli editori, ad alcuni scrittori, ai professionisti del settore la loro risposta beffarda sarà: “Self-Publishing?”.
Specialmente in Italia c’è questo atteggiamento mentale, su tutto ben lo sappiamo, impermeabile alle novità. Molte case editrici (CE), piccole e grandi, hanno snobbato la rivoluzione digitale degli eBook. Hanno interpretato malamente l’avvento della lettura liquida.
Sì perché l’errore parte tutto da lì. “Gli eBook vendono poco!” – altro concetto che, come un mantra, la maggioranza delle CE esprime più o meno apertamente. Rappresentanti di grandi realtà editoriali, tramite interviste pubblicate su giornali cartacei o online, annunciano la loro predisposizione al mercato digitale, ma in pratica sono solo parole.
In che senso? Bene o male quasi tutte le case editrici hanno in catalogo eBook, in vendita sui vari siti di e-commerce dedicati. Molto spesso, però, questi sono solo una piccola parte del catalogo complessivo. È un dato davvero curioso, dato che la gestione di un eBook è economicamente inferiore alla produzione del classico libro di carta.
“Sì, ma con gli eBook non si guadagna abbastanza. Il libro cartaceo è ancora il più venduto”. È vero, nella stime attuali di vendita l’eBook copre solo il 4%. Anche se anno dopo anno la crescita è esponenziale, il nuovo formato non è certo ancora popolare come il rassicurante tomo da tenere sul comò.
Ci sono diverse considerazioni che, però, la maggioranza delle CE sembra non valutare. Il lettore digitale legge molto di più del lettore di libri cartacei – in Italia, in media 10 libri all’anno. Che cosa cambia? La facilità con cui si possono scaricare i libri sul proprio eReader (il dispositivo digitale dedicato alla lettura di eBook) e la possibilità di risparmiare. Il digitale, insomma, è più fruibile.
Quindi è vero, ad oggi l’editoria digitale è ancora un settore di nicchia. Ma è una nicchia di alta qualità. I lettori che sono passati alla nuova tecnologia sono proprio quei lettori che comprano, che amano la lettura e che danno un valore profondo al lavoro dello scrittore. E questo tipo di lettore, che qualsiasi casa editrice vorrebbe accaparrarsi, come viene trattato? Quasi a pesci in faccia.
Ma specifichiamo. Tante nuove CE digitali – nate come editrici di sole opere in eBook – puntano oggi principalmente sulle novità. Non mi riferisco a tutte le nuove arrivate e neppure ad alcuni editori storici che fanno bene il loro lavoro sia sul piano del cartaceo che su quello del digitale. Non vorrei fare nomi specifici, perché con il tempo la situazione potrebbe cambiare – cosa che mi auguro -, ma in base agli indizi che vi darò non dovrebbe essere difficile capire di chi stiamo parlando.
L’identikit di queste CE è il seguente: centinaia di eBook da catalogo, ma di fatto vengono promossi solo i titoli che vendono meglio. Il costo di ogni libro digitale è fuori da ogni logica. Per fare un esempio, se in cartaceo lo stesso romanzo di un autore di successo si trova a 16 euro, sapete a quanto viene venduto in digitale? A 10 euro! Chi lo comprerebbe? Pochi, pochissimi. Non è più logico, infatti, aspettare la versione tascabile? E non si obbliga così il lettore digitale a utilizzare altre vie, come scaricare copie illegalmente? La pirateria è un punto importante, di cui spesso non si parla a prescindere. Senza comprendere che è possibile contrastarla usando la logica. Come è successo con la musica e gli mp3.