24.8.18

I fumetti non sono mainstream!





A parte la citazione nel titolo a Calcutta (se non sai chi è vai su Spotify e ascoltalo...) questo post va ad ampliare l'argomento trattato qualche giorno fa: "Rivoluzione Marvel Italia". I più attenti, cha bazzicano anche nei social - come me - si saranno accorti che la rivoluzione annunciata da Panini Comics continua a creare malumori: lamentele di tutti i tipi, più o meno condivisibili. Ho idea, però, che il punto focale della questione non viene affrontato con chiarezza da parte dei siti di critica a fumetti del nostro paese.


I FUMETTI NON SONO
PRODOTTI PER LE MASSE


Per quanto amiamo il mondo del Fumetto (con la f maiuscola) non dovremmo essere refrattari alle evidenze del mercato. Se anche inizialmente i fumetti (o i comics) furono creati per un pubblico giovanile, con il passare del tempo il target è maturato e questa forma di espressione artistica si è evoluta di conseguenza. Anche i mezzi di distribuzione, come i punti vendita dedicati ai fumetti, si sono diversificati con il passare delle decadi (ne ho parlato anche qui). Date le colpe/meriti a chi volete, ma oggi la maggioranza dei lettori di fumetti non ricercano le stesse cose degli anni '80. Per fare un esempio, immaginate di rivivere quegli anni, dove avreste acquistato i fumetti? Ovviamente in edicola! Era il principale canale di vendita. Ciò che caratterizza anche oggi le edicole è il prezzo solitamente accessibile della merce. Comunque in quei anni '80 i fumetti erano molto più mainstream di oggi.

E' probabile che avrete inteso dove voglio andare a parare... la qualità si paga, sempre. Nell'ultima quindicina d'anni (almeno) ad oggi, si sono moltiplicate le edizioni da parte delle Case Editrici (CE) dedicate esclusivamente alle librerie di varia e alle librerie specializzate (fumetterie)... e tante edizioni in meno in edicola. Perché? Il lettore odierno vuole edizioni: curate, resistenti, che acquistino valore collezionistico. E badate bene è una tendenza - forse anche più di una tendenza, ma un trend costante - che coinvolge tutte le nazioni produttrici di fumetti. Vi invito a leggervi questo recente post apparso su badcomics.it dove vi è contenuto una lunga conversazione da parte di Dan DiDio e Jim Lee sulla situazione del mercato americano (con l'ottica della DC).


PER CONCLUDERE


Se diamo per assodato che i fumetti non sono più prodotti per le masse, ma sono sempre più dedicati ai collezionisti e ai fruitori attenti di questa arte... perché ci stupiamo se quella CE decide di abbandonare (o di ridurre in maniera netta la sua presenza) nelle edicole? Gli editori fanno il loro mestiere bene, se non fanno fallire la CE che rappresentano. E' un dato di fatto, il mercato del fumetto sta evolvendo... siamo anche noi disposti ad evolverci?