31.8.18

Trent, Rodolphe






Finito di essere pubblicato nel 1999 dall'editore francese Dargaud, il #Fumetto_Franco/Belga Trent è un western atipico e che risulta decisamente attuale anche oggi per il metodo di scrittura utilizzato. Probabilmente è la migliore serie scritta da Rodolphe (nome completo: Rodolphe Daniele Jacquette), ed è una serie nemmeno tanto lunga: 8 numeri. I disegni furono affidati a Leo (disegnatore che ha lavorato spesso in coppia con Rodolphe): un tratto pulito ed elegante, notevole specialmente nelle tavole panoramiche... del selvaggio Canada!




Il limite del disegno realista di Leo è però a volte evidente nelle espressioni facciali dei personaggi: pose fin troppo plastiche e sguardi fissi maligni (inconsapevolmente?). Ma fidatevi che questi bug sono davvero limitati, e dopo poco che leggerete le gesta di Philip Trent nemmeno ci farete più caso. 

Difatti è la storia che vi coinvolgerà notevolmente! Trent è un sergente e lavora per la polizia a cavallo canadese, ad ogni numero in pratica dovrà compire una missione affidatagli dai suoi superiori. Comunque in ogni storia ci sarà anche un filone importante che si snoderà in tutti gli otto numeri, dove imparerete ad amare il suo carattere e i protagonisti che gravitano attorno a lui. Trent pare proprio una storia adatta ad una Serie TV, dentro di essa ci sono molti meccanismi che rendono la lettura scorrevole e piacevole. Poi, per concludere, la malinconica tristezza mista a sprazzi di felicità (a volte effimera) aggiunge un certo spessore, rendendo il fumetto davvero unico.




25.8.18

Guerre





GUERRE

Gocce
di sangue
piovono.
Noi
inconsapevoli
continuiamo a ferire.


24.8.18

I fumetti non sono mainstream!





A parte la citazione nel titolo a Calcutta (se non sai chi è vai su Spotify e ascoltalo...) questo post va ad ampliare l'argomento trattato qualche giorno fa: "Rivoluzione Marvel Italia". I più attenti, cha bazzicano anche nei social - come me - si saranno accorti che la rivoluzione annunciata da Panini Comics continua a creare malumori: lamentele di tutti i tipi, più o meno condivisibili. Ho idea, però, che il punto focale della questione non viene affrontato con chiarezza da parte dei siti di critica a fumetti del nostro paese.


I FUMETTI NON SONO
PRODOTTI PER LE MASSE


Per quanto amiamo il mondo del Fumetto (con la f maiuscola) non dovremmo essere refrattari alle evidenze del mercato. Se anche inizialmente i fumetti (o i comics) furono creati per un pubblico giovanile, con il passare del tempo il target è maturato e questa forma di espressione artistica si è evoluta di conseguenza. Anche i mezzi di distribuzione, come i punti vendita dedicati ai fumetti, si sono diversificati con il passare delle decadi (ne ho parlato anche qui). Date le colpe/meriti a chi volete, ma oggi la maggioranza dei lettori di fumetti non ricercano le stesse cose degli anni '80. Per fare un esempio, immaginate di rivivere quegli anni, dove avreste acquistato i fumetti? Ovviamente in edicola! Era il principale canale di vendita. Ciò che caratterizza anche oggi le edicole è il prezzo solitamente accessibile della merce. Comunque in quei anni '80 i fumetti erano molto più mainstream di oggi.

E' probabile che avrete inteso dove voglio andare a parare... la qualità si paga, sempre. Nell'ultima quindicina d'anni (almeno) ad oggi, si sono moltiplicate le edizioni da parte delle Case Editrici (CE) dedicate esclusivamente alle librerie di varia e alle librerie specializzate (fumetterie)... e tante edizioni in meno in edicola. Perché? Il lettore odierno vuole edizioni: curate, resistenti, che acquistino valore collezionistico. E badate bene è una tendenza - forse anche più di una tendenza, ma un trend costante - che coinvolge tutte le nazioni produttrici di fumetti. Vi invito a leggervi questo recente post apparso su badcomics.it dove vi è contenuto una lunga conversazione da parte di Dan DiDio e Jim Lee sulla situazione del mercato americano (con l'ottica della DC).


PER CONCLUDERE


Se diamo per assodato che i fumetti non sono più prodotti per le masse, ma sono sempre più dedicati ai collezionisti e ai fruitori attenti di questa arte... perché ci stupiamo se quella CE decide di abbandonare (o di ridurre in maniera netta la sua presenza) nelle edicole? Gli editori fanno il loro mestiere bene, se non fanno fallire la CE che rappresentano. E' un dato di fatto, il mercato del fumetto sta evolvendo... siamo anche noi disposti ad evolverci?



11.8.18

Rivoluzione Marvel Italia!





Nella giornata di ieri l'editore modenese Panini Comics tramite un comunicato ufficiale apparso sul loro sito (qui il link) ridefinisce ed organizza le prossime mosse per i fumetti Marvel in Italia. Dal prossimo autunno/inverno 2018 ci saranno sostanziali novità nel come leggeremo le avventure dei nostri eroi. Sono apparsi in rete diversi commenti negativi ma anche opinioni entusiastiche al riguardo. Io penso che potrebbe essere un occasione unica per finalmente leggere i comics in modalità molto simile a quella americana. Qualche tempo fa parlai di quali pecche, a mio modo di vedere, le Case Editrici (CE) dovevano rimediare quanto prima nel riproporre i comics in Italia (link al post "Fumetto americano in Italia, cosa c'è da migliorare?"). Sia ben inteso, le mie non erano idee così inedite ma idee raccolte ascoltando molti lettori comics. E penso che il punto è tutto qui: se si è amanti dei fumetti americani tutti gli sforzi che le CE, o nel caso specifico Panini Comics, fanno per proporci la stessa esperienza americana... è ottima cosa! Ma quali sono le novità nello specifico?

- Verrà data più forza e presenza ai titoli Marvel in Fumetteria e in Libreria, a discapito delle Edicole (che sono in crisi nera).
- Verrà ridato significato al collezionismo di spillatini. Non verranno prodotti spillatini minestrone dove trovare storie di eroi differenti. Solo spillatini monografici, se comprerete ad esempio Captain America leggerete solo storie di Cap. Questi nuovi spillatini avranno la stessa foliazione americana escluse le pagine pubblicitarie.
- Con queste modifiche i cartonati o i TP acquisteranno prestigio e ricercatezza. Nei futuri TP verranno raccolte le storie più autoriali e poi dopo un notevole numero di mesi verranno riproposte le storie già apparse in spillatino.

A dirla tutta, una ricetta non molto dissimile fu adottata qualche anno fa dalla allora esordiente RW Edizioni. Ricordate che al lancio dei NEW52 la Lion propose dei spillatini monotestata? L'esperimento non ebbe molto seguito dato che i lettori dei comics italiani prediligono la Marvel a prescindere (e la Panini Comics); non compresero la bontà dell'idea che è quella che ora verrà attuata dalla stessa Panini! Ecco perché, non mi stupirei affatto se anche la RW Edizioni a breve possa ritornare a proporre il materiale DC in base alla nuova ondata sospinta dalla sua concorrente diretta... 
Infine, la polemica più feroce che è sfociata dopo il comunicato di Marco Lupoi - ma anche la più infantile lasciatemelo dire - è quella riguardante l'aumento dei prezzi di copertina. Anno dopo anno sono diverse le CE che ritoccano i prezzi delle loro pubblicazioni, non ci trovo nulla di scandaloso. E' il loro mestiere stare sul mercato italiano. Ricordatevi che abbiamo la fortuna di avere perlopiù edizioni (parlo di comics) di buona qualità ad un prezzo onesto. E se davvero non si hanno i soldini per questi minimi rincari sui fumetti... si può sempre cambiare Hobbit!



8.8.18

Manga a colori, Comics in bianco e nero... perché?





Pare che tutto è al rovescio, anche nel mondo del fumetto... Ma prima di andare oltre, vorrei specificare che il presente post sarà (forse) utile a chi non possiede preconcetti. In pratica se fate parte della schiera di lettori che leggono solo fumetti a colori, o fate parte di quelli che leggono solo fumetti privi di colore... non proseguite con la lettura.

Come avrete intuito più volte, cerco di avere lo stesso entusiasmo per tutte le tipologie di fumetti, provenienti dalle diverse tradizioni in giro per il globo. Ecco perché, anche se mi avvicinai al fumetto prevalentemente americano (#Comics) con il tempo mi interessai al #Fumetto_Italiano e poi al #Fumetto_Franco/Belga, e alle immancabili #Graphic_Novel... per poi arrivare infine a leggere pure i #Manga! Chi come me segue queste varie tipologie di fumetto conosce benissimo la diversità fra esse: ad esempio nel fumetto USA le tavole sono a colori, nel fumetto italiano o anche nei manga solitamente i disegni sono in bianco e nero. Sarebbe forse interessante approfondire anche il perché di queste scelte, soprattutto legate al mercato nazionale specifico, ma il punto che vorrei focalizzare è un'altro.

Come da titolo del post, avrete notato anche voi che sempre più editori (anche italiani) propongono titoli manga (usciti in origine in bianco e nero) in versioni completamente ricolorate. E riguardo ai comics l'inverso. C'è un senso? Oppure è solo una trovata commerciale di moda? Penso che il senso esiste, ma bisogna esaminare caso per caso (titolo per titolo, edizione per edizione). Andiamo nel pratico, se ad esempio viene annunciata un uscita comics in formato da collezione di uno dei vostri disegnatori preferiti, ha senso prenderla in bianco e nero? Certamente sì, perché come ben sapete i fumetti americani utilizzano più artisti per la realizzazione dello stesso: autore, chine, colorista ecc... Se amate (per dire) le chine di Frank Miller la versione priva di colori non potrà che esaltare i suoi disegni! Al riguardo dei manga è giusto tenere presente che le storie a fumetti sono prive di colore (tradizionalmente) per velocizzare l'esecuzione delle tavole da parte del mangaka e degli assistenti. Ha senso valutare l'acquisto di un manga completamente ricolorato se è lo stesso mangaka a volerlo, e se lo stesso autore ha supervisionato alla nuova edizione.

A mio avviso, sono da evitare come la peste le edizioni ricolorate da fantomatici laboratori grafici, che fin troppo spesso inseriscono i colori in maniera piatta e del tutto inefficace.