24.9.17

David Murphy 911, Roberto Recchioni




La miniserie di "David Murphy 911" approdò nelle edicole nel non lontanissimo 2008. Sceneggiatura di Roberto Recchioni, conosciutissimo dai più per tante e tante cose che spesso esulano dal lavoro che sa fare meglio: creare storie a fumetti.




Il formato originale di questa mini in 4 uscite era Bonellide con tavole in bianco e nero, alquanto insolito per la Panini Comics
Il titolo è interessante e di intrattenimento.




I disegni del buon Matteo Cremona fanno il massimo possibile in questo formato un po' piccoletto. Splash-page e utilizzo delle tavole in maniera originale creano un effetto tipico dei comics americani.
Ritornando alla storia: il Roberto Recchioni è riuscito ad imbastire un eccellente fumetto action con vaghi spunti alla fantascienza. E' un po' come vedersi un bel film d'azione, non per forza definibile un capolavoro... ma a volte è proprio quello che serve!


9.9.17

Le bustine protettive per i fumetti sono inutili?




Argomento abbastanza vario, giustamente può interessare a chi colleziona fumetti. Magari esposti in una bella libreria, rigorosamente allineati come soldatini: per genere, per Casa Editrice, per altezza della costina...
E' una fase importante per l'appassionato di fumetti: rimirare ciò che si possiede. Ma qual è la maniera migliore per conservare i fumetti? Con o senza bustine protettive?




Di recente su YouTube è apparso un video (il link) di "Sono Cose Serie" dove interviene un tecnico in materia, in estrema sintesi afferma che le bustine protettive non servono a un tubero! Anche il Gek98 è intervenuto al riguardo, sconvolto e preoccupato (il link).
Ma sapete sono decine di anni che colleziono fumetti, ed ogni volta che ho deciso di vendere qualche serie, gli acquirenti mi hanno sempre detto: "... gli albi sono conservati in maniera eccellente, ma come hai fatto? E' una serie che ha almeno 10 anni!".

Ma andiamo per gradi, come sempre. I nostri amati fumetti sono fatti di carta (ma davvero?), e la carta con il tempo si degrada qualsiasi accorgimento prendiate. Cosa fa deperire la carta? Principalmente la luce, l'umidità e l'aria. Quindi l'unica soluzione definitiva è conservare i fumetti singolarmente in una teca!




A parte scherzi, è ovvio che dovremmo trovare una soluzione pratica che permetta ai nostri fumetti di essere conservati decentemente almeno per 30/40 anni. Vi pare un periodo ragionevole, che ne dite?
Vorrei farvi rammentare un particolare, domandatevi "Qual è la carta peggiore in assoluto, utilizzata in editoria?". Esatto. La carta dei quotidiani. Vi sarà probabilmente capitato di visitare una biblioteca comunale... e sapete spesso le biblioteche hanno una collezione di giornali che coprono più anni. La situazione della carta? Come nuova. La conservazione scelta? Di solito appoggiati semplicemente sulle mensole di armadi aperti.
Altro pensiero che mi ha aiutato (evidentemente inconsapevolmente) ad organizzare la mia libreria è il seguente: "Avete mai conosciuto un collezionista di libri in generale? Di narrativa, saggistica o altro? E avete mai visto i singoli libri protetti da bustine? Io no, e conosco diversi lettori accaniti. I loro libri senza bustina si conservano in maniera degna".


Quindi proprio come dice il tecnico del video
le bustine protettive non servono?
Anzi sono dannose?


La risposta come per molti argomenti non può essere categorica, dipende. Di per sé le bustine protettive per fumetti non sono un invenzione del Diavolo e non sono dannose. Bisogna usarle con criterio. Le bustine sono state sempre utilizzate e ripeto sempre dai collezionisti di comics. Perché? La carta delle pagine è delicata? No.
Il problema degli spillatini è la copertina (cover) eccessivamente fragile, se non protetta adeguatamente in pochi mesi sarà un disastro (ne ho parlato qui). Inoltre le pagine singole interne sono trattate rendendole di alta qualità, sia la resa dei colori che la durata nel tempo è maggiore. Le bustine per i comics americani non rovinano un bel niente, parola mia.

Il problema vero si pone quando abbiamo fumetti di scarsa qualità (parlo dei materiali) con copertina e carta interna non eccellente. Parlo dei Bonellidi e dei Manga a prezzo economico. Che fare?
La risposta sconvolgente è che qualsiasi decisione prendiate (bustina sì o bustina no) il fumetto si deteriorerà rapidamente. Perché? Perché è carta scarsa. E tutto torna, fateci caso. Perché secondo voi i collezionisti di fumetti con una certa età (meglio con un esperienza maggiore) acquistano di solito i fumetti in TP o in Cartonato?
Il costo è maggiorato, è vero, ma potrete gestire il vostro fumetto proprio come un libro. Lo mettete in libreria e #ciaone bustine protettive! Sono consapevole che non sempre questa soluzione è praticabile, ma ogni volta che esiste un edizione Deluxe di un fumetto che seguite, ricordatevi che è Deluxe perché è prodotto con materiali cartacei migliori, e dureranno molto di più nel tempo!



Io uso le bustine protettive per:

- Comics Americani (spillatini). Risultato di conservazione: Eccellente.
- Bonellidi e Manga economici. Risultato conservazione: Medio.
- Mini-Brossurati tipo Comics. Risultato conservazione: Eccellente.


Io non uso le bustine protettive per:

- Tutti i fumetti cartonati. Risultato di conservazione: Eccellente.
- Tutti i fumetti in TP. Risultato conservazione: Eccellente.
- Tutti i Manga con sovracopertina. Risultato conservazione: Buono.



8.9.17

La casa, Paco Roca




Almeno una cosa buona nel mese di Agosto (caldo, caldissimo, ricordate?) l'ho realizzata, ho letto diversi fumetti da potervi recensire in questi giorni. E' stato un modo ideale per rinfrescare la mente. Sono felice di inaugurare la sotto etichetta #Graphic_Novel (qui tutti i Fumetti Consigliati) con un titolo di qualità.




Ho conosciuto, lo ammetto, Paco Roca di recente. Proprio con l'ultimo suo lavoro "La casa". Sfogliandolo distrattamente potrebbe apparire la solita graphic novel. Le cose non stanno così.
Il formato stesso scelto è spiazzante: è un formato striscia (alla Lupo Alberto, per capirci). L'utilizzo delle vignette risulta molto originale e personale.
La storia è in parte autobiografica: Paco Roca racconta la perdita di suo padre. Ciò che rende davvero notevole questo titolo è il vero realismo che l'autore è riuscito a imprimere. Una storia plausibile, che forse è capitata a voi o a qualcuno che conoscete, raccontata con dolcezza e sincerità.



7.9.17

Monsters: un pretesto per parlare di Gareth Edwards




Gareth Edwards è stato il regista del successone commerciale Star Wars "Rogue One". Chi sano di mente potrebbe criticare il suo operato? Io, e l'ho fatto in questo post.

C'è un aspetto che non citai nel pezzo, non perché poco importante, ma per la ragione opposta. Con il tempo ho riscontrato di essere molto intransigente con i registi che hanno un potenziale notevole, ma poi... si limitano a fare il compitino. In che senso?
Andiamo in ordine. Gareth Edwards venne contattato dalla Disney per girare il primo spin-off di Star Wars, molto probabilmente perché reduce da un altro successo al botteghino Godzilla (2014). Se proprio ci tenete a saperlo anche Godzilla lo reputo un film appena sufficiente.
Ma forse, non tutti sanno, che il primo film di Edwards era di tutto altro stampo. Ed eccoci arrivati a parlare di Monsters (2010). Nonostante il budget notevolmente inferiore lo reputo superiore notevolmente sia a "Rogue One" che "Godzilla". Perché?
La storia è avvincente e densa di colpi di scena? Gli effetti speciali epici e avveniristici? No ad entrambe le domande. La storia di per sé non è nulla di così originale (dimenticavo, sceneggiatura sempre di Gareth Edwards); ma reputo notevole l'utilizzo sapiente della macchina da presa, prevalentemente focalizzata su i due protagonisti. I dialoghi, gli stacchi, la fotografia, eleva il film fino a divenire un gioiellino. Un film d'autore di genere fantascientifico.

Questa maestria che dimostrò Edwards, di colpo, l'ha persa. Appena ha iniziato a lavorare con le major del cinema.
Come è possibile? mi chiedo. Ed è questo un altro motivo importante che mi porta a non apprezzare l'operato recente del regista citato.


2.9.17

World War Hulk, John Romita Jr.




Per quel che mi riguarda World War Hulk è l'ultimo crossover Marvel, ad oggi, che consiglio caldamente. Sono passati ben 9 anni da questa miniserie presentata originalmente in cinque parti disegnata da John Romita Jr.!
Voglio dire che tutti i crossover Marvel successivi a questo, mi hanno deluso profondamente? Esattamente.




La storia di per sé (sceneggiatura di Greg Pak) è una diretta prosecuzione a "Planet Hulk".
La critica che alcuni detrattori fanno alla serie è che la storia risulta troppo lineare ed organizzata come un videogioco picchiaduro. E' innegabile che non ci troveremo a leggere un fumetto con una complessità di base, ma ciò non vuol dire che è un brutto titolo.
Anzi, meriterebbe anche solo per i disegni spettacolari. E riguardo la storia è assolutamente al livello di "Planet Hulk" (miniserie amatissima dai fan di Hulk).