21.6.17

Quartieri lontani, Jiro Taniguchi




Approcciarsi a scrivere su un opera del sensei Jiro Taniguchi è gratificante, sempre. In "Quartieri lontani", titolo che ammetto che rischiavo di snobbare, la maestria di Taniguchi è all'ennesima potenza. I disegni sono stupendi: tratto elegante e pulito, quasi europeo; anche il senso di lettura di questo manga è reso all'occidentale per precisa volontà dell'autore.





Ciò che mi stava allontanando dalla lettura di questo titolo era prevalentemente la copertina (qui sopra), la quale mi faceva intendere (erroneamente) che fosse uno storia adolescenziale. Ma ciò non è! 
Anzi "Quartieri lontani" è un seinen adatto ad un pubblico adulto. Un seinen alla maniera di Taniguchi, sia ben inteso, non troverete scene violente o sconvenienti. Come nelle sue migliori opere, Jiro conquista il lettore non giovanissimo. La malinconia degli anni ormai andati, perduti per sempre. Il desiderio/sogno di poter tornare bambino per aggiustare gli eventi, piccoli e grandi... per poi, finalmente, vivere in pace.