30.12.16

Il nuovo sito della Panini Comics!




Da pochi giorni è online il nuovo sito della Panini Comics, ed è veramente fatto bene. Quali sono le novità?
Per iniziare potrete notare che il dominio è modificato: il nuovo indirizzo è comics.panini.it
La particolarità che sarà più utile è sicuramente la versione mobile. Era finalmente ora che il sito della Panini fosse reso più lineare e adatto alla fruizione da smartphone o tablet (ora la maggiore fonte di traffico proviene proprio da questi due dispositivi... addio PC!).


Come vedete dallo screenshot il menu lo trovate in alto a destra. In alto, al centro: la casella di ricerca (che è stata leggermente migliorata dalla versione precedente).


Aprendo la tendina del menu, trovate i fumetti editi suddivisi per collana, la funzione carrello e altre cosine varie.
Scrollando verso il basso, però troverete le novità più succulente!


Sì avete visto bene c'è l'intero catalogo Anteprima disponibile online! Ed è sicuramente una bella novità non credete?
Inoltre trovate le ultime notizie semplicemente e senza troppi giri di click, come accadeva in precedenza...

Trovo che questa della Panini sia la strada giusta. Anche altri editori del fumetto italiano dovrebbero seguire questa scia, ed aggiornare finalmente la loro presenza sul web.

25.12.16

Soulfire, Michael Turner, Serie Completa




Soulfire
Serie completa (2 albi)
Panini Comics
2005


L'ultima serie dell'autore Michael Turner: "Soulfire"! Condizione buona. Ormai fuori stampa da tempo. In omaggio il numero 10 di Fathom dove all'interno è incluso il prequel a Soulfire! 



22.12.16

DK, Astorina




Erroneamente si potrebbe pensare che il mondo dei comics è prettamente made in USA. Fino a due anni fa chi di voi avrebbe pronosticato la mossa di Astorina? La storica CE di Diabolik, infatti, ha portato un progetto molto ambizioso nelle fumetterie di Italia: DK (da non confondersi con Dark Knight di Frank Miller) il Diabolik ultimate (giusto per usare un termine familiare tra i lettori di comics).




La sceneggiatura è stata affidata a Tito Faraci e i disegni al mitico Giuseppe Palumbo
Il taglio tipicamente da comics: nel formato, nella carta e nella colorazione; anche soprattutto nell'utilizzo sapiente delle splash-page (come vedete nell'immagine).
I vari protagonisti oltre al Diabolik altro, sono tutti presenti: Ginko e l'immancabile Eva Kant, almeno graficamente. I loro nomi sono differenti e anche il loro ruolo.




La prima stagione è formata da 4 spillatini, ed è ancora disponibile con l'elegante cofanetto che contiene la cover variant del primo numero.
Astorina ha annunciato che nel 2017 arriverà la seconda stagione, e se la qualità sarà così alta, sono convinto che sarà un successo assicurato.



21.12.16

David Ayer, ancora?



Sapete bene che attualmente sono più soddisfatto del DC Extended Universe (link) che del Marvel Cinematic Universe.
Uno dei motivi principali è la maggiore libertà che hanno i registi dei cinecomics Warner/DC. Forse sarebbe più corretto dire che la Disney/Marvel ha un eccessiva presenza, imponendo scelte o linee guide molto vincolanti.

Che in casa Warner la situazione è più normale lo dimostra un annuncio recente. David Ayer già regista di Suicide Squad sarà regista del nuovo film Gotham City Sirens (le super cattiviche DC) e presumibilmente di Suicide Squad 2!

Mi sarei aspettato una mossa più lungimirante da parte della Warner. C'era da comprendere il perché il film Suicide Squad è stato un successo commerciale:
- E' un film girato bene?
- Ha una sceneggiatura appassionante?
- Si lega perfettamente al tono della continuity del DC Extended Universe?
La risposta è no a tutte e tre le domande. Suicide Squad è stato un film di successo per la sola presenza di Harley Quinn, punto.

Sono completamente d'accordo al giudizio di rottentomatoes.com riguardo al film: 26% (ossia na' mezza monnezza).
Sono altresì consapevole che i comics di base, da quale attingere la storia per il film, non erano un granché. 
Concludendo, la scelta migliore sarebbe stata quella di affidare questi ulteriori due film ad un altro regista. Ma speriamo bene, metti caso che David Ayer si impegni ad eguagliare Snyder e l'imminente Ben Affleck?


20.12.16

Vedova Nera, Phil Noto




Nuova etichetta e nuovo argomento che spesso tratterò qui nel blog. Spesso mi è stato domandato, dopo aver letto qualche mio Editoriale: "Dato che spari a zero su tutto e tutti, in realtà quali sono i fumetti che consigli?".

Ora potrete scoprirlo, e scoprirete che amo leggere di tutto...




Come ho scritto qui amo i fumetti di qualità. Penso proprio che la serie completa (in nove numeri), di cui vi parlo oggi, ne faccia meritatamente parte. 

Vedova Nera è una serie Marvel edita dalla Panini Comics nel 2014, l'intera serie è stata disegnata dal super talentuoso Phil Noto e sceneggiata da Nathan Edmondson
Vedova Nera (da ora in poi Black Widow), è una testata che faceva parte del rilancio editoriale (ma quanti ne ha fatti la Marvel?) denominato Marvel Now!
E' essenzialmente una spy story, densa di colpi di scena e azione. Il consiglio è quella di leggere l'intera run come un unica grande storia, chissà se un giorno verrà riproposta in un formato da graphic novel...



Anche per chi sa poco o nulla di Black Widow, la lettura risulterà piacevole. Attualmente tutti e dieci gli albetti sono disponibili per essere ordinati. Gli attenti diranno: "Ma non hai detto che erano 9?". Sì in realtà sono dieci, ma il decimo numero è slegato dalla continuity della storia presentata. La storia vera e propria si conclude al numero 9!

Per ordinare questa serie dal vostro fumettaro di fiducia, può essere utile dire che fa parte della serie "Marvel Saga 20 in poi", giusto per evitare errori; dato che ora è in corso un'altra serie denominata Vedova Nera, giusto per fare un po' di confusione ;)



16.12.16

Wilder è online dal 10 Gennaio!



Il prossimo anno viene inaugurato da un progetto pregevole per il Fumetto italiano e per il web tutto.
A questo indirizzo wilderonline.com dal 10 Gennaio, avremo la possibilità di leggere fumetti di alta qualità, a colori e ottimizzati per i dispositivi mobili; e storie inedite!
Questo portale è creato da Jacopo Paliaga e French Carlomagno. La coppia Paliaga e Carlomagno sono gli autori di due graphic novel di successo nel 2016, ossia: "Come quando eravamo piccoli" e "Aqualung 1".

Sono convinto che gusteremo storie di qualità, cosa che sul web (onestamente parlando) è difficile trovare a gratis!
Ma quali saranno le storie che verranno pubblicate?
La prima sarà Australia. Una storia post-apocalittica lunga 5 capitoli (di Leonardo Favia e Simone Di Meo).


La seconda sarà Elliot. Un mix tra supereroi e mistery, lunga 6 capitoli (di French Carlomagno e Ludovica Ceregatti).


La terza poi è Black Rock. Western contaminato, lungo ben 10 capitoli (di Dario Sicchio e Jacopo Vanni).



Infine la quarta storia inedita per il lancio di Wilder, sarà: Il cuore della città. Una miniserie in tre parti, disegnata dall'acclamato Giulio Rincione e sceneggiata da Francesco Savino.


Buona lettura ;)

14.12.16

Basta fan!



Tutti li cercano, tutti li vogliono, io li odio.
Parlo dei soggetti denominati fan. Il vocabolario Treccani definisce il termine fan: "Ammiratore fanatico, tifoso, patito di qualcuno o di qualche cosa: i fans della Ferraridella musica jazzle fans dei Beatles".

E' comprensibile che alcune aziende da brand, comprese quelle del Fumetto, puntano ad attirare molti lettori di questo tipo sulle proprie testate. Perché? A differenza dell'appassionato, il fan digerisce tutto e non storcerà mai il naso.
Vi confesso che ho davvero difficoltà a comprendere questa categoria di persone (i fan del Fumetto e non solo).
Il fatto è che personalmente posso avere una preferenza per alcune Case Editrici (CE) tipo per fare un esempio la DC; ma ciò non toglie che non criticherei aspramente scelte idiote. Non sono un seguace, sono un lettore che usa la testa, e dovremmo essere tutti così...

Ecco poi, il motivo che mi porta il sangue alla testa, quando sento frasi del genere: "Sì è vero, questa scelta della Ramengo Editore (nome inventato) è senza senso... però il mio cuore è con loro, come potrei abbandonare le loro testate?" oppure "Perché dovrei comprare fumetti di altri editori, la Ramengo Editore è la migliore!".

Forse alcune CE vorrebbero tutti i loro lettori con una fedeltà così ottusa. Per fortuna i fan non sono così tanti, vedi ad esempio il cambio di rotta repentino nelle vendite dei Comics in USA, passando da una major all'altra.
Forse in Italia siamo più superficiali... speriamo di cambiare presto!


12.10.16

Lettera aperta a Comix Archive



Come appassionato di Comics, o meglio di Fumetti, ho letto e leggo tanto anche sul web. Il vostro blog è a dir poco stimolante http://comixarchive.blogspot.it/
Nonostante non mi trovo d’accordo su alcuni punti, dopo specificherò, trovo che il vostro lavoro di divulgazione è in parte spunto di riflessione.
Ieri ho avuto modo di scrivere alcuni messaggi con voi, mentre eravamo alla visione di un live su YouTube, argomento vendite Fumetti in Italia. Io sono Mikael Compo, se magari vi chiedete chi sono…
Anche qualche settimana addietro sempre su un similare live, ci eravamo lanciati in affermazioni, evidentemente, diametralmente opposte.
Credo che sarebbe molto più utile articolare la nostra conversazione in maniera più esauriente. Ecco perché ora vi scrivo. Sarei molto lieto di ricevere una vostra risposta alle domande che vi porrò, sentitevi liberi di poter rispondere: qui direttamente nel mio sito o dove preferite. Vorrei comunque poi postare la vostra risposta integrale sul presente sito e nei social che utilizzo.
Ma, vi chiedo una cortesia (poi entrerò nel merito), evitate attacchi personali o turpiloquio, come eviterò anche io. Si dovrà parlare del merito della questione. Se vorrete rilanciare vostre domande al sottoscritto, sarò lieto di rispondervi. Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

Prendo come spunto di partenza uno dei vostri recenti post http://comixarchive.blogspot.it/2016/10/dylan-dog-crollo-delle-vendite-90000.html dove affrontate un argomento che comprendo vi sta molto a cuore, ossia le vendite della Sergio Bonelli Editore. Tematica che spesso trattate. Trovo però che il vostro modo di affrontare la questione rimane superficiale. Cerco di spiegarmi meglio. Premettendo che l’Italia è una delle nazioni più rappresentative del Fumetto a livello mondiale (siamo quarti ed è una meravigliosa cosa, Fonte), mi chiedo perché trovo una predisposizione alla gufata, da parte vostra. Come dire: “In Italia va tutto a rotoli anche il Fumetto…” (mia interpretazione, sia chiaro).

Le vostre affermazioni, dal vostro post, in base ai dati di Alessandro Bottero: “la collana mensile di Dylan Dog perde in media ogni anno 10.000 copie”.
Ho letto anche vostri passati conteggi su altre testate Bonelli, ma qualcosa non torna.
Come mi avete riconfermato su YouTube e avete scritto voi stessi in altri post, le copie vendute che riportate sono da attribuirsi alle vendite fatte in Italia nelle Edicole.
Ma i Fumetti non si vendono solo in edicola! (ne ho parlato qui). Anzi direi che gli altri due canali di vendita accorpati hanno un valore di fatturato maggiore delle Edicole. Non vi risulta quindi troppo parziale, poi, argomentare su “crisi, crollo” di vendite basati su dati così parziali?
Ma quanto vendono in percentuale le Edicole rispetto le Librerie, o rispetto le Fumetterie? Basiamoci da questo recente articolo de il Post (già incollato prima) e dai vostri dati che io prendo per buoni.

L’articolo de il Post dice: “...Ma il dato è parziale perché ignora edicole e fumetterie che, insieme, fanno intorno all’80 per cento del mercato…”.
Facendo un rapido conteggio e dando per eccesso di generosità alle Edicole la stessa percentuale di vendite che alle Fumetterie (anche se ci credo poco che le cose sono così paritarie), si può concludere ragionevolmente che le Edicole pesano sul fatturato per il 40%, le Fumetterie il 40%, le Librerie il 20%!
Quindi vi rifaccio la domanda cruciale, su dati che valgono al massimo un 40% del totale fatturato in Italia all’anno sulle vendite dei Fumetti, come potete argomentare su errori del Recchioni nella sua gestione?


4.10.16

Basta Cinecomics!




E’ un grido disperato, di sofferenza, di esasperazione. Basta dire che ora anche in Italia girano film sui supereroi (anche carini).
Sono diventati di moda! Ed è un grosso problema. Vi ricordate quando ad ogni Natale uscivano copiosi, film in commedia ma di registro volgarotto e caciarone? I tanto attesi Cinepanettoni? Ne uscirono così tanti, che alla fine il pubblico non li poté più sopportare.
Un rischio concreto quindi: sovraesporre film di qualsiasi genere, arriva ad annoiarci. Sono dell’avviso che andrebbero prodotti meno film Cinecomics, ma di migliore qualità.

Permettetemi una breve parentesi. E’ corretto chiamare i film basati sui Fumetti: cinecomic o cinecomics? E cambia rispetto al singolare o al plurale?
Secondo le regole grammaticali vigenti quando utilizziamo un termine straniero (non italiano), bisogna utilizzarlo sempre nella forma singolare (della lingua originale). Facciamo un esempio pratico. Il nostro elaboratore elettronico (nome italiano) per comodità lo chiamiamo computer; lo identifichiamo sia al singolare che al plurale con lo stesso termine: “Il mio computer”, “I tuoi computer”.
Le cose stando così, applicando la stessa regola, dovremmo chiamare i film basati sui fumetti: Cinecomic! Sbagliato. La situazione purtroppo è più complicata.
Partiamo dal termine Comics, in italiano lo usiamo per identificare i Fumetti USA. In italiano si usa dire: “Il comics di Alan Moore…”, “I comics della RW Edizioni”.
La regola espressa sopra è stata, in questo caso, non rispettata e chiamiamo il Fumetto americano sempre al plurale. Perché? Probabilmente perché il termine comic pareva troppo simile al termine comico.
Concludendo la parentesi, è corretto chiamare i film basati sui fumetti: Cinecomics, perché in italiano i fumetti USA vengono etichettati come Comics! La regola vale al singolare che al plurale.

IL CINECOMICS PERFETTO

La categoria dei film Cinecomics però non è del tutto compresa dai critici. La colpa è da imputare anche alle Case di Produzione stesse. Ho parlato dell’argomento critica cinematografica nell’editoriale numero 002.
Cercando di rimanere su un film che senz’altro avrete visto o ascoltato commenti: Captain America CIVIL WAR.
Per la critica è stato un capolavoro, e ha avuto un ottimo riscontro al botteghino. Per chi ha letto Civil War la miniserie firmata da Mark Millar, il film è stato sufficiente ma nulla in confronto al Fumetto.
Il punto è che i critici, ma anche molti blogger e giornalisti, hanno l’ardire di recensire e consigliare/sconsigliare Cinecomics senza mai aver letto nulla dei fumetti di riferimento. E fateci caso, esordiscono proprio con queste parole: “Il fumetto non l’ho letto però…”.
Però un corno! Rispondo io.
E’ come se un recensore del film cult Blade Runner esordisce dicendo: “La novella di Philip K. Dick, da cui è preso il film non l’ho letta però…”.
Non si può giudicare un Cinecomics, con cognizione di causa, senza aver letto le storie a fumetti di riferimento.

Il Cinecomics perfetto, in definitiva, non deve tradire lo spirito del fumetto da cui trova spunto. Sia i fan del comics che chi non ha letto mai nulla, dovrebbero essere soddisfatti e non traditi dalla pellicola.
Non sono aspettative troppo difficili da sostenere per le due major DC e Marvel, dato che da alcuni anni a questa parte hanno nelle loro mani il processo creativo dei film basati sui propri eroi.

Come si stanno comportando le due antagoniste da sempre DC e Marvel? E secondo il mio punto di vista è meglio la DC o la Marvel?
Al prossimo Editoriale...

3.10.16

I "segreti" di NumeroZeroComics!




Se sei qui, hai scoperto la pagina "indice dei segreti" di NumeroZeroComics
In base a quale idee è stato fondato il blog, e quale la direzione che intraprende? 
I seguenti link ti faranno accedere al fulcro:





30.9.16

Comics VS Manga!



Molte volte il quesito è stato posto: “Sono meglio i Comics oppure i Manga?”. Di articoli o video (ad esempio su YouTube), che trattano l’argomento ne trovate a vagonate. Ma io non parlerò di questo. Partiamo però dal dato più ragionevole rispondendo rapidamente alla domanda, spesso provocatoria, citata prima. La risposta che io condivido è “Se un fumetto è bello non importa cosa sia: Manga, Comics, Fumetto Italiano, Fumetto Franco/Belga ecc…”

La parola più corretta infatti per identificare tutte le opere illustrate con le nuvolette dovrebbe essere Fumetto. E’ per comodità o pigrizia (decidete voi) che si cerca di creare delle etichette come: Fumetto made in Giappone (Manga), Fumetto made in USA (Comics), ecc…
L’etichettare però è sempre un problema, ad un certo punto le etichette non valgono più, vale per tutto anche per i Fumetti!
Infatti esistono autori italiani che pubblicano Fumetti dallo stile giapponese, come dovremmo chiamarli: Manga o Fumetto Italiano? E autori giapponesi che disegnano con stile europeo: non sono Manga?
E’ vero però, che ogni Paese produttore di Fumetti (e per una volta l’Italia non è un fanalino di coda), ha una sua tradizione. Anche se ciò non vuol dire che tutti i fumetti di quel paese seguono le stesse regole.


ARRIVIAMO AL PUNTO?

Dopo questa premessa, ecco il punto, a mio modesto parere molto particolare. Spesso mi sono confrontato con altri lettori di Fumetti, di persona e sul web. Ed è ovvio che ogni appassionato ha le sue preferenze.
Ho notato però una cosa molto particolare: influisce molto il background del lettore sulle scelte che fa. Cerco di spiegarmi, se un lettore di Fumetti ha iniziato la sua passione leggendo molti Comics, e la sua esperienza nel fumetto americano lo soddisfa, è quasi impossibile che possa leggere con la stessa passione i Manga. Stesso discorso anche al rovescio. Un lettore di Manga da sempre, che cerca di avvicinarsi al mondo dei Comics, spesso desiste.
Anche a me succede la stessa cosa e mi pare una cosa molto generalizzata. Evidentemente le due tradizioni: la made in USA e la made in Japan sono opposte in qualche elemento. Scopriamo quali…


FUMETTO MADE IN USA

Generalmente quello che intendiamo per Comics è un fumetto a colori, carta patinata (quasi lucida), colori sgargianti spesso con l’ausilio di programmi digitali.
Nel Fumetto americano vi è una prevalenza dell’immagine, le splash page, i colpi di scena grafici (quelli che si ottengono al girare della pagina). Le singole tavole hanno generalmente molti particolari, e il tempo di lettura dovrebbe essere rallentato per gustarsi al meglio anche i disegni.
Inoltre le tematiche spesso sono incentrate su problemi di protagonisti adulti o supereroi che cercano di combattere per un bene superiore (oltre che al proprio interesse).
Di solito la sceneggiatura è in secondo piano rispetto al comparto grafico. Mi riferisco a quello che sfornano le Major del fumetto: Marvel e DC. Generalizzando molto ;)


FUMETTO MADE IN JAPAN

Quello che intendiamo per Manga è un fumetto in bianco e nero, carta semirigida, disegni molto dinamici, gag divertenti.
Nel Fumetto giapponese vi è una prevalenza verso la storia, al caratterizzare molto i singoli personaggi, approfondendo anche il lato psicologico.
Il disegno è meno meticoloso rispetto ai Comics. La lettura è molto più celere sulle pagine dei Manga perchè è la storia che ha il predominio.
Inoltre le tematiche spesso sono incentrate su protagonisti giovani o giovanissimi che in un modo o nell'altro vogliono fare qualcosa di importante nel loro microcosmo.
Mi riferisco ai Manga più famosi che di solito gli appassionati amano. Generalizzando assai ;)


CONCLUDENDO

Tutto il mio ragionamento è molto superficiale. Le eccezioni ci sono e spero ci saranno sempre di più. Però è un dato di fatto che se io amo dei Manga: la storia lunga, coerente e appassionante forse non riuscirò mai a comprendere i Comics.
Viceversa se amo i disegni fatti come Dio comanda, mi sarà arduo trovare titoli che mi soddisfino alla stessa maniera fra i Manga.
Personalmente ho un parametro tutto mio, per la scelta del Fumetto da aggiungere alla mia Libreria. Ne parleremo ancora... promesso!
Vi vorrei consigliare (per par condicio) la visione di un video su YouTube a cura di Gek98, che affronta la stessa tematica con risultati alquanto… link


25.7.16

La Nuovissima MARVEL: ma davvero davvero?



E’ utile specificarvi che sono un lettore onnivoro di comics, non leggo solo una CE (Casa Editrice), mi piace non essere un fan di nulla nella vita. Ma un libero pensatore e appassionato di Fumetti.
Nella mia personale libreria fanno bella mostra molti albi Marvel, e sono convinto che nuovi si aggiungeranno presto. Potreste dare un occhiata ai titoli che consiglio...

Ma ora facciamo un passo indietro a Novembre 2015 quando l’attesa per Secret Wars (l’ultimo mega-crossover Marvel) era spasmodica. Gli slogan erano eclatanti: “Nulla sarà più come prima!” il più gettonato.
Ora siamo nel dopo Secret Wars, e a conti fatti vi pare che le cose siano così mutate in casa Marvel?
A me pare poco e nulla. In realtà sembra che tutto ciò sia stato orchestrato principalmente per salvare qualche eroe dell’universo Ultimate (già morente da tempo) che funzionava nelle vendite. Come Spider-Men Morales e Spider-Gwen e altre piccole eccezioni.
Facendo rientrare in continuity questi supereroi.
Ma siamo sempre alle solite, aleggia nell’aria quella sensazione che a breve finirà tutto a “taralucci e vino”, come nella classica tradizione Marvel.

La concorrente più diretta, la DC, ha evidentemente fatto la cosa opposta per più volte: stravolgere per davvero la continuity. Con colpi di scena a volte eccessivi (ma l’ultimo REBIRTH pare che funzionerà a meraviglia, ne riparleremo). La Marvel invece, vuole andare sul sicuro. Tanti annunci, poche novità vere. E se per novità pensate al nuovo Hulk e ai nuovi giovani eroi, ho molti dubbi che lasceranno a casa gli eroi classici, che amiamo tutti.
Penso che la Marvel dei comics avrebbe bisogno di grossi cambiamenti, speriamo bene…

Ma per ora, lo slogan più approrpriato dovrebbe essere: “La solitissima Marvel!”.

20.7.16

RottenTomatoes: Sì o no?



Permettetemi una breve introduzione, anche questa volta parleremo sempre di un argomento inerente al Cinema o ai Film in genere. Potrebbe sembrare che il tema non sia poi così inerente all’argomento principale del sito: i Comics e i Fumetti.
Ma le cose sono molto più correlate di quello che può apparire, lo scoprirete con il tempo.
Però voglio fare una promessa, almeno i prossimi due Editoriali saranno incentrati sull’argomento comics.

Ora possiamo entrare nel merito della questione… RottenTomatoes sì oppure no?
Ma che cavolo è RottenTomatoes?
E’ un sito americano indipendente nato nel 1999 dedicato alle recensioni e votazioni sui film di tutto il mondo. Ma solo negli ultimi anni ha davvero conosciuto una popolarità globale (anche in Italia), nonostante sia un sito completamente in inglese!
La missione lodevole di RottenTomatoes è quella di dare delle votazioni di qualità sui i film che stanno per approdare al Cinema. Questo è possibile perchè i recensori sono “solo critici cinematografici certificati”, che scrivono su testate cartacee o su siti attendibili.
Se la votazione raggiunge o supera il 60% di gradimento, vuol dire che il Film in questione “E’ da vedere”, se è sotto il 60% è un “Rotten Tomatoes” ossia si merita “Pomodori Marci”, da evitare come la peste!

Perchè vi parlo di questo sito? Perchè da qualche anno ha il potere di far fallire economicamente o far diventare un successone una pellicola al Cinema. Sempre più persone prima di andare a vedere un film, vanno a vedere il voto che ha ricevuto, se non merita, vedono altro!

Questo sta provocando una rivoluzione nelle produzioni americane, nonostante le major investano fior fiori di dollari per la promozione, alcuni loro film diventano un flop al botteghino. Esempi recenti? Fantastic4, Independence Day 2 (appena uscito in USA) e Gods of Egypt!

Tutto perfetto quindi? Basta che vado sul loro sito e capisco cosa merita e cosa non merita, giusto?
Non proprio, il sito è validissimo, ma bisogna ricordarsi che i critici sono delle brutte bestie a volte. Vi dico solo che nel 1977 stroncarono Star Wars Episodio 4, il primo Guerre Stellari di Lucas!
I critici cinematografici sono, a volte, così attenti a tanti piccoli particolari, da non notare l’emozione che una pellicola può provocare. Un telespettatore normale, come noi, non ha la competenza di un critico. E quindi è più facile che ci sfuggano tanti tecnicismi.

E’ ovvio che ognuno di noi ha i suoi gusti anche nei film, l’arte spesso non raggiunge tutti. Quello che può piacere a me, non è detto che piaccia ad una altro.

Come può essere utile questo sito a noi comuni mortali?
Diversi siti italiani di recensioni, da un po’ di tempo a questa parte mediano il voto di RottenTomatoes con un altro sito americano (famoso anche esso), che però ingloba i voti di utenti normali, come noi. Il sito in questione è IMDB di proprietà di Amazon.

Prima di andare al Cinema molti prendono il voto di RottenTomatoes e lo mediano con quello di IMDB, provare per credere!